Chiamatemi Anna



Chiamatemi Anna è una serie orignale Netflix, che ripropone un'altra trasposizione televisiva della celebre storia di Anna dai capelli rossi. Devo necessariamente dare sfogo al mio entusiasmo, perché questa prima stagione della serie mi è piaciuta tantissimo e do per scontato che ne seguiranno altre, o almeno spero. Il personaggio di Anna è perfetto, l'immaginazione dei lettori non sarebbe potuta essere soddisfatta meglio, non solo perché l'attrice scelta per il ruolo (Amybeth McNuly) somiglia incredibilmente al personaggio dell'anime giapponese, ma anche perché rispecchia in tutto e per tutto, secondo me, le caratteristiche che la Montomery ha descritto nel suo romanzo. Tutti i personaggi, in realtà, sono stati all'altezza delle mie aspettative per la loro interpretazione.

Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen,
Biblioteca di Repubblica, 2004
Avevo sedici anni quando ho letto per la prima volta Orgoglio e pregiudizio, altrettanti anni di ignoranza nei confronti della letteratura. Varcai Port'Alba ignara della scoperta chiusa nel mio sacchetto di plastica.
Il titolo è un’insegna che spicca da lontano e ci dice fin da subito quali siano i temi portanti del romanzo: l’orgoglio per le sue origini altolocate, caratteristica del giovane Fitswilliam Darcy, e il pregiudizio di Elizabeth Bennet nei confronti di coloro che provengono dall’alta società e disprezzano le classi più umili, e quindi nei confronti di Mr Darcy.
Il romanzo ruota intorno alla famiglia Bennet, in particolar modo sulle cinque sorelle Bennet: Jane, Elizabeth, Mary, Kitty e Lydia. Poiché non vi sono figli maschi, la tenuta in cui vivono non verrà ereditata da nessuna delle ragazze, dunque l’unico scopo della signora Bennet è quello di garantire alle sue figlie dei matrimoni vantaggiosi. Ma la signora Bennet è una donna che si rende spesso ridicola, assieme alle sue figlie più giovani, e il signor Bennet deve sopportare con pazienza le sue frivolezze, cadendo spesso anch'egli vittima del cattivo gusto. Tra le sue cinque figlie predilige Jane e soprattutto Elizabeth, la secondogenita.

Gilmore Girls


Ho quasi ventitré anni, un profilo Facebook, due su Instagram; gestisco due blog, questo e uno su tumblr; seguo qualche youtuber e Giò Evan. In definitiva sono una tipa che potrebbe essere definita "social", se solo mi degnassi di stare al passo coi tempi.
Ma in realtà arrivo sempre in ritardo su tutto: non so qual è il tormentone musicale del momento né quali altri "autrici" abbia sfornato Wattpad; per non parlare di serie tv, cinema e quant'altro, così quando entro nel boom di un nuovo trend è quasi troppo tardi...o me lo perdo del tutto.

Ragione e sentimento, Jane Austen

Ragione e sentimento di Jane Austen, Fabbri Editore, 1999
Una semplice promessa avrebbe dovuto assicurare a Mrs Dashwood e le sue tre figlie Elinor, Marianne e Margaret un futuro sereno, ma la morte di Mr Dashwood segna invece l'inizio di un presente difficile, con il lutto nel cuore e le tasche vuote. Le quattro donne si ritrovano a dover abbandonare la loro casa, l'amatissima Norland, per trasferirsi in un piccolo cottage nel Devon, alle prese con le ristrettezze economiche tenute a bada dalla responsabile Elinor. Nell'ultimo periodo della loro permanenza nella loro casa, prima che questa passi definitivamente nelle mani dell'erede maschio, Jhon Dashwood, figlio che Mr Dashwood ebbe dal precedente matrimonio, madre e figlie impacchettano i ricordi e si preparano a trasferirsi altrove con essi.  
È difficile doversi abituare ad una vita lontana dagli agi, ma la vicinanza e l'affetto di parenti e amici sinceri rende la permanenza al cottage felice. Elinor ha portato con sé l'amore impossibile per Edward Ferrars, custodito nel cuore e tenuto a bada dalla mente, mentre Marianne, già musa dell' amore più intenso e maturo del colonnello Brandon, s'innamora perdutamente di John Willoghby, un giovane dai modi adorabili e con un cuore apparentemente fatto su misura per Marianne.

Jane Austen

Se mi chiedessero mai di descrivere la mia vita col nome di uno scrittore, io urlerei quello di Jane Austen.
Ho trascorso l'adolescenza a venerare una donna morta da centinaia di anni, di cui non resta altro che polvere, o forse neanche quella. Il mio modo di pensare, di agire, di essere, si è completamente rivoluzionato dal primo momento in cui ho avuto la possibilità di leggere i suoi romanzi.
Ma è davvero così? Questa donna è davvero morta? Uno scrittore, credo, non muore mai. Soltanto il suo corpo è vittima del tempo, delle debolezze umane, ma la sua anima è eterna, aleggia nell'aria, si posa ovunque. Che l'avvertiamo o meno, essa è viva. Dunque no, nessuno degli scrittori che io amo è morto o morirà, non fino a quando le loro parole continueranno a rivoluzionare la mia vita.
Questa fanciulla di nome Jane nacque verso la fine del ‘700, in una famiglia che non disdegnava affatto la cultura, con un padre che amava la letteratura e due fratelli che redigevano un giornale letterario. Mi vien da pensare che in un clima del genere la mente dell'uomo subisca una serie di affascinanti input da ritenere quasi necessario cominciare a sua volta a creare, sebbene non sia sempre così. In ogni caso è quello che accadde alla Jane adolescente, che cominciò a scrivere…racconti, romanzi brevi, parodie, il tutto destinato alla sua sola cerchia familiare.

Le donne della mia vita

Quando le strade di Napoli mi portarono per la prima volta ad attraversare Port’Alba, capii che mi si era appena aperto un mondo. Ero in un gruppo scolastico composto da sole ragazze e ce ne andavamo in giro tra le bancarelle di libri, all'ora di pranzo, a mangiare una pizza a portafoglio comprata a “L’antica pizzeria Port’Alba”. Gustavamo quel ben di Dio e ci sporcavamo le dita con la polvere dei libri esposti. Si era in inverno e in quel momento avevamo solo le pizze a scaldarci le mani.
Ricordo che quel giorno spesi i migliori cinque euro della mia vita, perché da quel mucchio impolverato estrassi due dei romanzi più belli della letteratura e mi ritrovai tra le mani, per la prima volta, Orgoglio e pregiudizio e Ragione e sentimento di Jane Austen. Avevo fatto un primo passo verso la costruzione dei miei gusti letterari, eppure non lo sapevo e non mi rendevo conto che avevo sedici anni ed ero pronta a farmi trasportare nel mondo di Jane Austen, ad entrare a far parte di una fetta di cultura inglese attraverso la penna di una scrittrice che fino ad allora non conoscevo, se non per fama. La lettura di queste due opere portò inevitabilmente alla conoscenza delle altre e Jane Austen divenne la mia scrittrice preferita.