Piccole donne e Piccole donne crescono, Louisa may Alcott

Piccole donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott,
Giunti Kids 2011, Franco Panini ragazzi 1992
Quando si affronta il periodo dell'adolescenza è importante avere accanto qualcuno che ti guidi e quanto è bello sapere che non hai bisogno di cercare a lungo, perché hai già trovato conforto nelle pagine di un libro.
Ho sempre pensato che la mia adolescenza non sia stata niente di particolare, ma non mi pento di essere stata una ragazza tranquilla alle prese soltanto coi libri, la scuola e il suo primo grande amore. Non ho mai desiderato troppo, ma in compenso mi sono costruita una bella dose di sentimenti da dispensare un po’ a chiunque, nella speranza di venir un giorno ricambiata.
Ero una piccola donna, fino a qualche anno fa, proprio come le sorelle March. Ho imparato da loro la costanza necessaria a far miei i tanti insegnamenti della vita, che arrivano spesso senza che tu li richieda, oppure quando pensi di avere le risposte, ma in realtà non sai più niente. 
Non è facile crescere, ma lo sappiamo bene tutti quanti. Affrontiamo l'esistenza chiedendoci perché siamo venuti al mondo e rare volte riusciamo davvero ad essere felici solo per il fatto di “esserci”. Dunque le piccole donne mi hanno impartito bene le loro lezioni, inducendomi a dire grazie per ogni singola ora trascorsa sulla Terra.
La storia che coinvolge le sorelle March è molto semplice: Mag, Jo, Beth e Amy aspettano assieme alla loro mamma il ritorno del padre dalla guerra civile. L'attesa è lunga e dolorosa e non è facile trovare qualcosa da fare con la giusta spensieratezza, soprattutto quando si ricorda il passato vissuto nell'agiatezza, paragonato ora alle ristrettezze economiche a cui devono sottomettersi le cinque donne. Eppure l'animo delle quattro sorelle non si abbatte e trovano tutte un sistema per affrontare le piccole o grandi difficoltà quotidiane. Alle loro spalle, però, si erge la figura di una donna che racchiude in sé tutta la forza: la loro mamma. È lei che guida le quattro "pellegrine"nel viaggio della vita, fino a quando ognuna, crescendo, trova la sua strada.
Con la mia passione per la scrittura creativa e i miei momenti "privati" con la penna, la mia preferita tra le sorelle March non poteva non essere Jo, la quale si rintana in soffitta a mangiare mele mentre è intenta a scrivere il suo capolavoro. Amo la sua spavalderia, messa sempre in mostra per nascondere la sua fragilità; amo inoltre come nel corso della sua crescita riesca a far sbocciare la sua femminilità, quando tutti credevano che non si sarebbe mai liberata del suo lato mascolino. È sempre vittima dei rimproveri delle altre donne di casa per i suoi modi da maschiaccio, per la sua abitudine di esclamare "Cristoforo Colombo!" e imprecare come un uomo; ma dopotutto se fosse stata diversa nessuno l'avrebbe amata tanto, poiché sarebbe stata solo una ragazza come tante.
Meg, la sorella maggiore, è forse la più vanitosa, o meglio quella che cade per prima vittima delle dicerie di coloro che la giudicano soltanto per il suo aspetto esteriore. Essere povera diventa per Meg un motivo di sofferenza, perché non può sfoggiare bei vestiti e guanti candidi ad ogni nuova festa, ma è la sua semplicità, la sua bellezza d'animo ed esteriore a catturare l'attenzione dell'uomo che diventerà suo marito.
Beth ed Amy sono le più giovani. L'una è coraggiosa nei confronti della vita, così brutale in alcune occasioni, l'altra ha l'animo dell'artista e pensa soltanto a come godersi l'avvenire in mezzo a tante ricchezze. È chiaro che queste due piccole donne rappresentino due modi del tutto differenti di guardare la vita, poiché Beth si rassegna presto al suo destino, diventando però la roccia solida a cui Jo può sostenersi quando sente di star per cadere nello sconforto, mentre Amy non è nata per accettare dei rifiuti e la sua volontà trova sempre la via per essere libera.
Ammiro come la Alcott abbia dipinto questo quadretto familiare, così tipicamente femminile eppure così nuovo, fresco...leggero. Ma tra gonne, guanti e mussolina non poteva certo mancare qualche solida figura maschile, come ad esempio quella del padre, il quale dopo tante pene ritorna finalmente a casa, oppure quella del signor Brook, futuro sposo di Meg e del giovane Laury. Quest'ultimo ricopre un ruolo importante nella vita delle quattro fanciulle. Per Jo sarà sempre il compagno di giochi e l'amico fidato, nonostante lui si senta perdutamente innamorato di lei. Soltanto il tempo gli renderà invece chiara la verità, che assumerà il volto di un'altra donna, così vicina eppure sempre creduta irraggiungibile. Il persaggio di Laury s'introduce all'interno di questa cerchia familiare tutta al femminile con la consapevolezza che un giorno sarebbe entrato a far parte della famiglia, in un modo o nell'altro.
Una volta chiuso il libro, aver letto di come sono cresciute le quattro sorelle, come non provare lo stesso desiderio di Laury? Credo che una famiglia felice, composta da cuori puri ed amorevoli, sia l'aspirazione di tutti gli esseri umani, o almeno di quelli che sognano un avvenire sereno.

Citazione preferita:
"L'amore dilegua il timore e la gratitudine sa conquistare l'orgoglio". (Piccole donne, pag. 59)

2 commenti:

  1. Sono una delle poche persone al mondo che non li ha mai letti, ma si trovano nella mia lista desideri da tempo e tu mi hai fatto tornare voglia di andare a comprare i libri!

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    1. Mi fa davvero molto piacere e spero che lo farai, perché si tratta di una lettura che apre il cuore!

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